Il vino

scritta oliena

CITTA’ DEL VINO

vite_tralcio disegno

 

L’Associazione nazionale delle Città del Vino, istituita a Siena nel 1987, opera per la promozione e la valorizzazione delle risorse ambientali, paesaggistiche, artistiche, storiche e turistiche dei territori del vino compresi nei 315 Comuni che aderiscono.

Si tratta di paesi e città che danno nome ad un vino, che producono nel proprio territorio vini a denominazione di origine e che comunque sono legati al vino per storia, tradizione e cultura.

 

STRISCIA CON FIASCO DI VINO

IL VINO D’OLIENA

Numerosi autori hanno scritto del vino d’Oliena:

  • (Salvatore Satta Il giorno del giudizio)

“È un meraviglioso paese, ai piedi del monte più bello che Dio abbia creato, e produce un vino nel quale si sono infiltrate tutte le essenze della nostra terra, il mirto, il corbezzolo, il cisto, il lentisco…”

  •   (NICOLA VALLE Scompare un’isola)

“….Oliena, uno dei più scoscesi e suggestivi paesini di Barbagia, dove tutt’intorno ti rallegra il sorriso dei pampini delle più fortunate vigne di questo mondo: esse esprimono un vino che non si può descrivere, non si può confrontare, non si può imitare. Si può solo bere, venendo qui. E non lo dimentichi più. 

  •  Gabriele D´Annunzio  (Marina di Pisa,Ottobre 1909dalla prefazione al pometto “Le Osterie ” di Hans Barth)

“Non conoscete il nepente d’Oliena neppure per fama? Ahi lasso!

lo sono certo che, se ne beveste un sorso,

non vorreste mai più partirvi dall’ombra delle candide rupi,

e scegliereste per vostro eremo

una di quelle cellette scarpellate nel macigno

che i Sardi chiamano Domos de Janas,

per quivi spugnosamente vivere in estasi

fra caratello e quarteruolo.

Io non lo conosco se non all’odore;

e l’odore, indicibile, bastò a inebriarmi.”

A te consacro, vino insulare, il mio corpo e il mio spirito ultimante.

Il Sire Iddio ti dona a me, perché i piaceri del mio

spirito e del mio corpo siano inimitabili

Possa tu senza

tregua fluire dal quarteruolo alla coppa

e dalla coppa al gorgozzule.

Possa io fino all’ultimo respiro rallegrarmi

dell’odor tuo,e del tuo colore avere il mio naso sempre

vermiglio.

E come il mio spirito abbandoni il mio corpo,in

copia di te sia levata la mia spoglia,e di pampani avvolta,

e colcata in terra a piè di una vite grava di grappoli;che

miglior sede non v’ha per attendere il Giorno del

Giudizio.

Ad multos annos, ilare amico,finchè voi non

abbiate bevuto almeno tanto vin nero quanto di acqua torba

reca il Cedrino in piena di Maggio per la terra ospite!

LE OSTERIE COPERTINA

 

 

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