La flora: erbe e fiori

ERBE E FIORI

FIORE

LOCALITA’ PRADU

<<Le cose di ogni giorno raccontano segreti a chi le sa guardare ed ascoltare…. Per fare un fiore ci vuole un ramo per fare il ramo ci vuole l’albero per fare l’albero ci vuole il bosco per fare il bosco ci vuole il monte per fare il monte ci vuol la terra per far la terra vi Vuole un fiore per fare tutto ci vuole un fio-r-e>> Gianni Rodari

LE ERBE, A DIFFERENZA DEGLI ALBERI E DEGLI ARBUSTI NON SVILUPPANO UN TESSUTO LEGNOSOERBA

ERBE E FIORI
FAMIGLIA NOME SCIENTIFICO NOME COMUNE
AMARYLLIDACEAE Pancratium illyricum L. GIGLIO PANCRAZIO
CAMPANULACEAE Campanula di forsythii Podlech CAMPANULA DI FORSITH                                                                      
COMPOSITAE Helicrysum saxatile Moris ELICRISO SARDO     
COMPOSITAE Santolina insularis Arrigoni SANTOLINA     
LABIATAE Nepeta foliosa Moris NEPETELLA SARDA     
PAEONIACEAE Paeonia mascula miller subsp. russii PEONIA
PRIMULACEAE Cyclamen repandum S. et S. CICLAMINO
RANUNCOLACEAE Aquilegia nugorensis Arrigoni et Nardi AQUILEGIA     
UMBELLIFERAE Ferula communis L. FERULA

NOME SCIENTIFICO: Pancratium illyricum L

GIGLIO

GIGLIO PANCRAZIO FOTO A.CONGIU

 NOME COMUNE: GIGLIO STELLATO

 NOME SARDO: LIGIU ‘E MONTE

 FAMIGLIA: AMARYLLIDACEAE

 Questa pianta erbacea perenne fiorisce nei luoghi rupestri della Corsica e della Sardegna. la pianta cresce su un bulbo largo 5/7 cm ed è composta da 5 o sei foglie lineari-spatolate lunghe fino a 70 cm. Fiorisce da Marzo sino a Luglio -Agosto ed i suoi fiori sono bianchi e profumati.

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NOME SCIENTIFICO: Campanula forsythii (Arc.) Podlech

 NOME COMUNE: Campanula di forsyth

CAMPANULA

CAMPANULA

NOME SARDO: CAMPANEDDA ‘E MONTE

 FAMIGLIA: CAMPANULACEAE

 E’ una pianta perenne, erbacea, formante piccole colonie, con numerosi fusti eretti e ramosi, foglie palmato-lobate alla base e lanceolate sessili nella parte superiore. Fiori solitari all’apice con corolla campanulata con 5 lobi rivolti verso l’esterno. Fiorisce a maggio giugno. Vegeta nelle spaccature delle rocce calcaree, preferibilmente nei luoghi ombrosi e freschi oltre i 600 metri. E’ una pianta esclusiva della Sardegna, dal Monte Albo a Tavolara e al Supramonte.

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 NOME SCIENTIFICO: Helycrisum saxatile Moris

NOME ITALIANO: Elicriso sassatile

ELICRISO

ELICRISO FOTO A. CONGIU

 NOME SARDO: erva de santa maria

 E’ una pianta sempreverde, con odore fortemente aromatico, contiene infatti l’elicrisene dal caratteristico odore. I rami sono lunghi 15/30 centimetri con peluria lanuginosa, quelli fertili portano all’apice numerosi capolini di colore giallo-oro. Fiorisce da giugno a luglio. Elicriso significa “spirale d’oro” in effetti i capolini si avvolgono come una spirale attorno allo stelo. L’elicriso sassatile è una specie endemica che vive esclusivamente nelle zone calcaree della Sardegna centro-orientale, tra i piccoli anfratti e le spaccature delle rocce calcaree. Si presta ad essere coltivata nei giardini rocciosi. Trattandosi di una pianta endemica molto rara , la sua riproduzione deve essere tentata esclusivamente tramite i semi.

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NOME SCIENTIFICO: Santolina insularis Arrigoni

NOME COMUNE : SANTOLINA

SANTOLINA

SANTOLINA FOTO: TIEMME

 NOME SARDO: MARMUREU

 FAMIGLIA : COMPOSITAE

 La santolina é un piccola pianta sempreverde di 40-60 cm , con le foglioline carnose biancastre, con peluria lanuginosa. I fiori sono dei capolini gialli di 10-16 mm di diametro si trovano all’apice dei rami fertili , fiorisce da maggio a luglio a secondo l’altitudine. Produce numerosi semi quindi questa pianta può essere riprodotta facilmente per questa via, prelevando i capolini subito dopo la maturazione. E’ una pianta endemica della Sardegna, vegeta nelle zone rupestri, nel Supramonte, Gennargentu e Marganoi,e sul massiccio calcareo del monte Corrasi In passato la santolina era usata dalla medicina popolare per la cura di molte malattie e contro gli avvelenamenti. Ma l’uso più comune è stato senza dubbio contro le malattie parassitarie sia degli uomini che degli animali domestici. I capolini ridotti in polvere e mischiati con marmellata e miele erano considerati molto efficaci contro la tenia e i vermi intestinali Infatti contiene una sostanza: la santonina che è un potente vermifugo, particolarmente efficace contro gli ascaridi. Questa sostanza agisce esaltando la motilità dei parassiti che vengono espulsi facilmente. Da noi si usava soprattutto per la cura degli animali domestici mischiando la pianta al foraggio. Si facevano anche dei mazzolini che venivano appesi in casa per allontanare le mosche e altri insetti.

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NOME SCIENTIFICO: Nepeta foliosa Moris

 NOME COMUNE : NEPETELLA SARDA

NEPETELLA

NEPETELLA SARDA FOTO: A. CONGIU

 NOME SARDO:

FAMIGLIA : LABIATAE

E’ una pianta perenne alta 50-60 cm molto ramificata aromatica, pubescente. Le foglie hanno il margine dentato i fiori sono violacei a forma di calice, fiorisce da maggio a luglio. E’ un endemismo sardo, vive esclusivamente sui monti di Oliena in Località “Pradu” e nelle immediate vicinanze, un altopiano carsico fortemente accidentato, arido, soleggiato e ventoso a circa 1000 m sul livello del mare. E’ una pianta con abbondante fioritura molto aromatica se puo’ riprodurre tramite i semi. Il pianoro di Pradu, nel Supramonte di Oliena è il locus classicus di Nepeta Foliosa , cioè la località da dove proviene la pianta che è stata descritta come nuova per la scienza dall’autore che l’ha scoperta, e che opportunamente conservata in un erbario ne diventa il typus. (pianta di riferimento).

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NOME SCIENTIFICO: Paeonia mascula ssp russii

 NOME COMUNE: PEONIA CORALLINA

PEONIA

PEONI FOTO : TIEMME

NOME SARDO: ROSA’E MONTE

 FAMIGLIA: PAEONIACEAE

La peonia è una pianta erbacea perenne, rizomatosa, il suo fusto è glabro cioè non ha i peluzzi, le sue foglie sono grandi, di colore verde scuro sopra e verde chiaro nella parte inferiore. I suoi fiori sono molto grandi, formati da sei o otto petali. I fiori possono essere rossi rosati, raramente bianchi. In varie parti della pianta , ma soprattutto nei petali, nei semi e nelle radici è contenuto un alcaloide, la peonina, dotata di azione antispasmodica, emetica e purgativa. La peonia è diffusa in tutta la Sardegna in luoghi freschi, al di sopra degli 800 metri, a Oliena si trova nel monte Corrasi. Fino a poco tempo fa si poteva trovare anche nelle zone più basse, fino a Maccione, purtroppo è ormai scomparsa da queste zone forse perchè molte persone la estirpavano dalle radici per abbellire il proprio giardino.

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 NOME SCIENTIFICO: Cyclamen repandum Sibth. e Sm

NOME COMUNE: CICLAMINO

CICLAMINO

CICLAMINO

NOME SARDO: DAMA CACARODDA

 FAMIGLIA: PRIMULACEAE

 I ciclamini sono delle piccole piante erbacee perenni alte dai sei a i venti centimetri. Crescono spontaneamente nei boschi e nelle zone montuose delle regioni del Mediterraneo. La radice del ciclamino è formata da una specie di patata schiacciata, i cinghiali e i maiali sono ghiotti di questo tubero che invece è velenoso per l’uomo. Dal tubero spuntano delle foglie a forma di cuore, il bordo è verde chiaro, mentre al centro c’è un altro cuore di colore verde scuro. Su ogni stelo cresce un solo fiore con i petali nettamente rovesciati e di colore generalmente rosa. Il ciclamino selvatico è inodore e fiorisce in primavera a differenza di altre specie che fioriscono in autunno. Il ciclamino non è solo un bell’ornamento dei nostri boschi ma anche un interessante segnale: la sua presenza dice che la degradazione in atto non è irreversibile, che sul terreno puo’ tornare un bosco compatto.

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NOME SCIENTIFICO: Aquilegia nugorensis Arrigoni e Nardi

 NOME ITALIANO AQUILEGIA SARDA

AQUILEGIA

AQUILEGIA FOTO:A.CONGIU

 NOME SARDO:

 FAMIGLIA: RANUNCOLACEAE

 Pianta erbacea perenne, con fusti eretti e ramificati, ama i terreni freschi e ombrosi. Alla fine della primavera si ricopre di fiori dai colori tenui, azzurro chiaro, terminai e solitari, inizialmente reclinati provvisti di petali che si prolungano in speroni uncinati. E’ senza dubbio questo sperone che ha dato all’aquilegia il nome del genere, infatti deriva dal latino aquila , poichè la sua estremità e ricurva come il becco dell’aquila o gli artigli del rapace. é una pianta endemica della nostra Isola segnalata unicamente sui rilievi della Sardegna centrale, nel Monte Corrasi è presente all’interno di anfratti freschi e ombrosi, esposti a Nord. E’ una pianta velenosa.

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 NOME SCIENTIFICO: Ferula communis L.

 NOME COMUNE : FERULA

FERULA

FERULA FOTO: TIEMME

NOME SARDO: ERULA

FAMIGLIA : UMBELLIFERAE E’ una pianta erbacea perenne che cresce in tutto il bacino del Mediterraneo. Ha il fusto eretto, cilindrico, striato che si ramifica in alto. Le foglie grandi, basali hanno il lembo finissimo suddiviso. I fiori sono piccoli e gialli, a 5 petali, sono raggruppati in ombrelle dorate che splendono in aprile maggio. La ferula ha un potente apparato radicale con cui si insedia in luoghi aspri e rocciosi. Sfugge alla siccità delle estati sarde perdendo le foglie all’inizio della stagione calda. Le foglie fresche sono velenose e provocano nel bestiame che le mangia per errore forti emorragie che possono portare a morte. I fusti secchi venivano utilizzati per la costruzione di piccoli sgabelli, seggiole, tavolini. I bambini li utilizzavano per i loro giochi trasformandoli in cavalli con tanto di briglie e finimenti. Questa pianta ospita nelle sue radici un fungo molto buono: Pleourotus ferulae molto conosciuto e apprezzato da tutti. E’ stato scoperto che le ferule che non producono funghi possono essere inseminate trasferendo nell’apparato radicale il micelio di una pianta produttiva.

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