La diga di Preda Othoni sul Cedrino

sa vena sommersa
diga sul Cedrino

diga sul Cedrino

Il Cedrino è un fiume dalle caratteristiche assai irregolari. In estati particolarmente siccitose è quasi in secca e si trasforma in pozzanghere maleodoranti alimentate dalle acque reflue maldepurate di diversi paesi. In inverno, invece, a seguito di abbondanti piogge, il fiume porta piene improvvise e imprevedibili che in passato hanno causato inondazioni e gravi danni alle popolazioni delle Baronie.

Intorno agli anni 20 nacque l’idea di costruire uno sbarramento sul Cedrino per laminarne

diga preda othoni
la diga di preda Othoni (Foto registro italiano dighe)

le piene. Il progetto venne approvato nel Maggio 1963 e i lavori ebbero inizio nel febbraio 1964.

La quota dell’invaso venne prevista a m 100 s.l.m., con lo scarico di fondo sempre aperto da ottobre a marzo. A questa quota la diga poteva accumulare 15 milioni di metri cubi d’acqua.

la diga durante la fase di piena del cedrino
La diga durante la fase di piena del Cedrino

In caso di piena la diga poteva invasare altri 49 milioni di metri cubi dando la possibilità di regolare lo scorrere delle acque verso le Baronie.

Nel 1970 si propose l’innalzamento dello sbarramento di altri 7 metri. E nel 1975 si decise di chiudere lo scarico di fondo.

La diga fu completata nel 1994 e collaudata il 15 /07/1997 . La quota autorizzata 103 m s.l.m. e quella di massimo invaso  127,50 m s.l.m. ( e’ la quota massima a cui puo’ giungere il livello dell’acqua dell’invaso ove si verifichi il piu’ gravoso evento di piena previsto. Registro italiano dighe). La diga è gestita (male) dal Consorzio di Bonifica della Sardegna Centrale.

LE CONSEGUENZE SULL’AMBIENTE

ponte sul Cedrino

Viadotto sul Cedrino

 Queste modifiche hanno avuto conseguenze disastrose sull’ambiente: La sorgente “Su Tippari”, presente lungo il Cedrino vicino all’ingresso inferiore della grotta del Guano nella valle di Lanaitho, rimane quasi sempre sommersa dalla diga, risultando accessibile solo durante la stagione siccitosa, allorchè il lago artificiale viene parzialmente svuotato. Anche la risorgente di San Pantaleo, situata più a valle, in territorio di Dorgali, viene sommersa per la maggior

sa vena sommersa

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sa vena sommersa

sa vena sommersa

 parte dell’anno dalle acque dell’invaso con conseguente degrado della sorgente che, stando alle conoscenze attuali, presenta portate medie paragonabili a quelle del Gologone.  Sa Vena Minore,  dove sono situate le pompe di captazione, si trova a 103,50 m s.l.m. in occasione di abbondanti piogge, non appena l’invaso supera quota 103 m., le popolazioni di Oliena e Dorgali restano senza acqua potabile. Le acque fortemente inquinate dell’invaso sommergono Sa Vena Minore che approvvigiona di acqua potabile i due paesi, causando la sospensione del servizio. Tutta l’area intorno alle sorgenti viene invasa da un mare di acqua putrida e fango con gravi conseguenze per l’ambiente e per le colture.

Lo sbarramento sul fiume Cedrino è necessario per la sicurezza delle popolazioni delle Baronie, ma è altrettanto necessario tenere il livello del lago sotto la quota 103 m. per evitare i disagi e rischi per la salute per le popolazioni di Oliena e Dorgali quando le acque del Cedrino sommergono la Sorgente.
E’ soprattutto importante salvaguardare il Monumento Naturale di Su Gologone istituito con decreto n° 845 dell’assessore all’ambiente il 12/05/98.

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