Padre Solinas

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Padre Solinas

Giovanni Antonio Solinas nacque ad Oliena il 15 febbraio del 1643. Ebbe la fortuna di conoscere fin da fanciullo i Gesuiti presenti già da allora nel paese col loro collegio e, dopo la prima educazione religiosa avuta in famiglia, fu formato culturalmente e religiosamente nella loro scuola. Il corso di studio che frequentò presso i Gesuiti comprendeva tre anni di grammatica, uno di umanità ed uno di retorica. Oltre aduna solida conoscenza della lingua nazionale (allora in Sardegna era lo spagnolo) e delle materie accessorie, storia, geografia e matematica, il corso dava anche una accurata prepara-zione del latino e greco. Giovanni Antonio, seguito nel collegio soprattutto dai padri Pietro Sanna di Oliena e Gavino Pinna di Scano, ben presto manifestò la vocazione alla vita religiosa. E ancora adolescente entrò nella Compagnia di Gesù. Il sogno del giovane Solinas era quello di diventare missionario nelle Indie: infiammato dall’esempio del grande missionario gesuita san Francesco Saverio, anche lui voleva varcare gli Oceani, non solo per portare il Vangelo agli infedeli e insegnare loro il catechismo, ma anche per insegnare l’igiene, la coltivazione della terra, la scrittura e la lettura. Quello che allora facevano i missionari. E così, dopo aver frequentato il corso di filosofia e teologia nel collegio dei Gesuiti a Cagliari, lasciò la famiglia, il paese natale e la Sardegna, per avviarsi verso le Americhe, fermandosi per due anni a Siviglia in Spagna dove ricevette l, ordinazione sacerdotale. Di qui varcò l’oceano Atlantico e raggiunse il Paraguay. Per dieci anni fu missionario nelle famose Riduzioni tenute dai Padri gesuiti nel Paranáe Uruguay. Padre Solinas fu quindi tra gli Indios Hohomás. E pochi anni dopo concluse finalmente il suo impegno missionario tra gli Indios nelle pianu-re del Zenta dell’immenso e inospitale Chaco, dove morì martire il 27 ottobre 1683 ai piedi delle Cordigliere. Il suo martirio in Sardegna fu conosciuto subito in modo miracoloso(come viene raccontato in questa stessa pagina). La salma del martire fu portata a Salta e fu poi sepolta,dopo solennissime onoranze funebri,nella chiesa dei Gesuiti. Assieme al martire olianese morirono anche il parroco di Jujuy, don Pedro Ortiz de Zárate, e 18 laici, la maggioranza dei quali erano Indios.

La visione soprannaturale di fra Salvatore da Oliena Il martirio di padre Solinas visto e raccontato in diretta Anche fra coloro che hanno sentito parlare del martirio di padre Giovanni Antonio Solinas, sono pochi quelli che conoscono la straordinaria visione che ne ebbe in diretta, nel suo svolgersi, il cappuccino fra Salvatore da Oliena nel convento di Bitti. Compaesano del martire, questi era nato il 9 febbraio 1603 da due piissimi genitori che nel battesimo gli avevano imposto il nome di Nicola. Dopo aver studiato fino ai 15 anni, nel 1623 si era fatto religioso, entrando nel convento dei Cappuccini di Ozieri. Ben presto si distinse per la sua santità, in particolare per il suo continuo silenzio tanto da essere chiamato fra Silenziario.Trasferito a Bitti, dopo che vi fu fondato il convento, fu tenuto in grande venerazione da quella popolazione per la sua grande carità verso i poveri e per la fiducia in Dio e nella sua Provvidenza, che sapeva infondere in chi a lui ricorreva. E molte volte i miracoli fiorivano nelle sue mani. Tra l’altro era noto per le sue estasi durante la preghiera e per le rivelazioni celesti, di cui il Signore gli faceva dono. La visione del martirio di padre Solinas viene raccontata in quasi tutte le fonti, tanto dei Gesuiti quanto dei Cappuccini. Già il necrologio del martire, scritto in latino dai confratelli, certamente a pochissima distanza dall’uccisione, ne fa cenno. «Pretiosam viri religiosissimi mortem eodem momento indicavit Numen viro a sanctitatis fama celebri… Cioè: Dio rivelò la gloriosa morte di questo religiosissimo uomo a un religioso, celebre per la sua santità, della famiglia dei Minori Cappuccini in Sardegna, affinché tale testimonianza, dopo, facesse fede autentica». Il racconto è quasi identico sia nei due biografi del Solinas, i gesuiti Maccioni e Lozano, sia nelle cronache dei Cappuccini, solo che in queste viene narrato in un modo vivido e impressionante, tanto da sem-brare di vedere la sequenza delle immagini truci di un film dell’orrore. Dunque… «nello stesso momento in cui, il 27 ottobre 1683, avveniva nel Chaco il martirio, Dio stesso volle far conoscere la noti-zia in Sardegna a un suo servo, per dar testimonianza al nostro inclito martire. Il fatto avvenne così: nel Convento di Bitti tra i Cappucini vi era un religioso nativo di Oliena, noto per virtù, miracoli e profezie. Fu detto il Silenziario per la sua ca-ratteristica virtù del silenzio (…). Una volta sola, dopo tanti anni, durante il pasto parlò per comunicare una sorprendente manifestazione celeste. Si era a refettorio nel convento per consumare la frugale cena in un raccolto silenzio. Improvvisamente chiese al Superiore di voler parlare. Tutti restarono estremamente meravigliati della richiesta. Avuto il permesso, disse: Mando le congratulazioni al mio compaesano padre Giovanni Antonio Solinas, della Compagnia di Gesù, che in questo momento soffre il più crudele martirio per mano dei selvaggi dell’America meridionale. Or ora è stato preso da un’orda di antropofagi, ne hanno squartato l’addome e il petto,ne han strappato il cuore e il fegato per inghiottirli quanto più caldi e sanguigni. In questo momento chi ne succhia gli occhi e il cervello e chi con lama affilata ne taglia le orecchie e le guance. Ora gli si mozza la testa e ringhiosi ne addentano la pelle e si disputano il cranio per farne una tazza da bere. Finalmente dal suo corpo squartato ognuno strappa un pezzo di carne, chi tira a sé una gamba, chi un braccio per sfamarsi. Ma la cosa che più mi preme far conoscere a gloria di Dio, e che al mio cuore arreca indicibile consolazione, si è che l’anima sua è volata direttamente al cielo tra i beati del Paradiso. Ciò detto, fra Salvatore, tra l’attenzione commossa dei confratelli, scoppiò in un dirotto pianto. Il Superiore, dopo avergli fatto confermare con giuramento quanto aveva affermato, fece una relazione scritta e controfirmata da tutti i presenti e la inviò al rettore del Collegio di Oliena. Il Provinciale dei Gesuiti, informato tempestivamente, dopo aver ricevuto molto presto le notizie dettagliate dai confratelli del Paraguay, confermò che il martirio di padre Solinas si era svolto nelle maniere descritte da fra Salvatore e nelle circostanze più dettagliate da lui viste e raccontate».(Dall’Archivio provinciale dei Cappuccini- Cagliari). Il martirio di padre Solinas quindi… visto e raccontato in diretta…

da il messaggero sardo settembre /2004 Don S. Bussu

2 risposte a Padre Solinas

  1. Oscar baiz Guitian scrive:

    donde se puede conseguir la obra de Salvatore Bussu? Vivo en Humahuaca, lugar donde fue párroco Ortíz de Zarate

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