San Lussorio

san Lussorio

chiesa di san Lussorio

La chiesa di San Lussorio apparteneva ad un convento dei frati minori di san Francesco d’Assisi che fu abbandonato nel 1644.

A Oliena, la venerazione per questo Santo è antichissima, gli Olianesi lo hanno sempre considerato il loro patrono. In realtà il vero patrono di Oliena,  è Sant’Ignazio di Loyola e anticamente era Santa Maria Assunta, ma gli Olianesi oggi come allora continuano a riservare a San Lussorio la festa più grande dell’anno.  Molti giovani lavorano per diversi mesi per organizzare La Festa in onore del Santo. I festeggiamenti iniziano il 20 agosto e si protraggono per diversi giorni  richiamando ad Oliena un gran numero di turisti.

processione

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san Lussorio

cavalieriLINEA FIORI

Ma chi era San Lussorio?

 il suo culto è diffuso in tutta l’Isola ed è antichissimo, viene citato per la prima volta in una lettera indirizzata dal papa Gregorio Magno, nel luglio del 599, a Gianuario vescovo di Carales; vi si cita un monastero dedicato a Gavino e Lussorio (monasterium sanctorum Gavini atque Luxurii),

san Lussorio Busto di Donatello

Busto di San Lussorio: Donatello (Pisa)

Il nome Lussorio deriva da Lux oriens, luce che sorge. Il Santo è venerato in tutta la Sardegna oltre che a Pavia, Firenze e Pisa dove si conservano le sue reliquie.

 

Purtroppo sono scarse le notizie che si hanno sulla vita e le opere di San Lussorio. Si ritiene che sia nato a Cagliari, la sua nascita deve collocarsi nella seconda metà del III° secolo verso l’anno 270 d.C. Apparteneva ad una famiglia perbene, ma idolatra e fu quindi educato secondo i principi della religione pagana.

 

Quando Gesù Cristo affidò agli apostoli la missione di predicare il Vangelo in tutto il mondo, essi andarono con gioia a portare il messaggio, chiamando tutte le genti ad entrare nel Regno di Dio. La religione cristiana si diffuse rapidamente. Il cristianesimo fu predicato anche in Sardegna e le bufere di sangue scatenate dalla furia infernale degli imperatori romani, in dieci terribili persecuzioni, da Nerone a Diocleziano, si fece sentire qui come altrove. A centinaia caddero e i loro nomi sono scritti a carattere di sangue nel libro della vita. La più terribile persecuzione fu quella di Diocleziano, di cui fu vittima San Lussorio . Il suo nome, ha sempre suscitato nel cuore dei suoi devoti, fede e commozione.

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I l Cristianesimo intanto avanzava con ritmo sempre più crescente, e la mente del giovane non poteva appagarsi delle stranezze ed assurdità del paganesimo. Egli dovette ricevere il primo impulso non solo dai libri , ma soprattutto dalla conversazione coi numerosi seguaci di Cristo.

Nel fiore dei suoi anni, abbracciò la carriera militare e seppe distinguersi presto per equilibrio e valore. Ai suoi tempi, l’arte della guerra, era l’occupazione principale che abbagliava molti giovani col miraggio di glorie e facili ricchezze. Egli percorse rapidamente i gradi della Milizia, al momento della sua conversione, occupava il posto di Guardia del Preside Romano. La grazia di Dio, non tardò a trasformare Lussorio idolatra in perfetto seguace di Cristo. Ardente nella sua fede, poté penetrare dappertutto e portare in ogni luogo la voce del Vangelo. Se il nome LUSSORIO interpretato vuol dire “luce che sorge”, egli fu davvero una nuova luce per fugare le tenebre dell’idolatria e suscitare un popolo credente. Egli diventa un infaticabile Apostolo della religione Cristiana. All’epoca era Imperatore di Roma Diocleziano, il quale, mosse alla Chiesa di Gesù una guerra di sterminio. La persecuzione fu terribile per la durata ed il numero dei martiri. Fu l’ultimo sforzo dell’Impero del male per rovesciare l’Impero di Cristo. La feroce persecuzione si estese pure sulla nostra isola e i seguaci di Gesù, caddero a migliaia nel nome di Cristo.

Lussorio, accusato come cristiano, fu caricato in catene e condotto dal Preside Delasio, probabilmente nella città di Fordongianus. Sappiamo che Lussorio non cedette alle lusinghe ed alle minacce.

La sua risposta fu quella di tutti i veri seguaci di Gesù : “SONO CRISTIANO”. Il Preside Delasio, pronunciò la sentenza di morte; San Lussorio, conscio di quello che gli stava per accadere, si incamminò al luogo del supplizio con animo sereno, contento. Lungo il cammino egli pregò ; dinanzi al carnefice chinò il capo e la spada lo colpì a morte. Caddero con lui due adolescenti, Cisello e Camerino, era l’anno 304 d.C. ed il sangue di questi Martiri preannunciava il trionfo della Chiesa. Pochi mesi dopo scomparve Diocleziano e la Chiesa con Costantino trionfò.

(Tratto dalla Biblioteca Sanctorum volume VIII – pag. 395)

 

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Il Parroco Lovicu comunica nella risposta al già citato questionario che ” Se conserva en la parroquia una reliqua di san Luxorio martir aprobada de monseñor Gandulfo” …

 

Intorno alle reliquie di San Lussorio si creò un grosso equivoco, ancor oggi irrisolto. Infatti, secondo le cronache e la tradizione cristiana, il santo, ufficiale di Diocleziano, subì il martirio a Fordongianus (Forum Traiani) dove fu sepolto. Il presunto sepolcro ritrovato nel ‘600, fa ipotizzare che le sue reliquie siano state traslate successivamente a Cagliari, come testimonia l’ iscrizione mosaicata scritta in latino ormai volgarizzato, risalente quindi ad una seconda sepoltura. Ma altri luoghi rivendicano il possesso delle reliquie del santo: la chiesa di Pavia, dove le portò Liutprando che le avrebbe acquistate dai vandali con quelle di Sant’Agostino; la chiesa di Pisa, che se ne impadronì nel 1088, insieme con quelle di Sant’Efisio e San Potito, che giacevano a Nora. Un’altra tesi sostiene che le reliquie si trovino custodite a Fordongianus, dove Lussorio fu martirizzato, nella cripta indicata dalla tradizione popolare come il luogo del martirio e sulla quale sorse la chiesa dedicata al santo. In realtà potrebbe essere accaduto che dopo il trasferimento a Cagliari delle spoglie di Lussorio, parte di esse rimasero in città (e furono poi rinvenute nel ‘600), una parte fu traslata a Pavia da Liutprando ed il resto delle spoglie venne portato a Pisa nel 1088.

 

 

 

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