Il neolitico

IL NEOLITICO IN SARDEGNA

 

ciotola nuragica

ciotola proveniente dalla grotta Rifugio- OLiena

In Sardegna la civiltà neolitica ebbe inizio intorno al 6000 A.C. L’uomo vive ancora di caccia, di pesca e della raccolta dei frutti spontanei, esercita anche il commercio sotto forma di baratto. Entra così in contatto con gli altri popoli del Mediterraneo con i quali si pensa che scambi soprattutto l’ossidiana, una roccia vulcanica molto dura e resistente. Pratica anche l’artigianato, lavora l’argilla, fabbrica i primi recipienti in ceramica e li decora.

Ciotole di questo tipo sono state ritrovate a Oliena nella Grotta Rifugio, Grotta del Guano e Grotta Corbeddu.

Queste grotte ci hanno restituito molti altri reperti risalenti a questo periodo: strumenti in selce e ossidiana, strumenti in osso (aghi, spatole, punteruoli), resti di pasto, oggetti di ornamento (grotta Corbeddu).

Macine, pestelli, grano carbonizzato, fusaiole, pesi per telaio (grotta del Guano).

Nella grotta Rifugio sono stati trovati, punteruoli in osso, ornamenti ricavati da zanne di cinghiale, collane in clorite, numerosi bracciali di conchiglie oltre ai resti scheletrici di almeno 11 individui, che fanno pensare ad un uso funerario di questa grotta.

Il ritrovamento di questi reperti, ci fa capire che i Sardi del Neolitico vivevano nelle grotte e alcune di queste erano usate per dare sepoltura ai defunti.

Il territorio accidentato dell’isola li costringeva a vivere in piccoli gruppi spesso in lotta fra loro.

Le zone dove si stanziarono erano prevalentemente costiere o pianeggianti o solcate da fiumi. La mancanza di contatti umani non consentì ai Neolitici Sardi di espandere la loro cultura, al contrario li indebolì e facilitò successivamente, la conquista dell’Isola da parte dei popoli che venivano dal mare.

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